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giovedì 11 settembre 2014

HTC Nexus 9: ufficiale il nuovo tablet di Google

Ormai è praticamente ufficiale: il prossimo tablet Android prodotto da Google sarà realizzato da HTC e monterà il processore Tegra K1 di Nvidia. 
Se prima c’erano dubbi sulla questione, ora la cosa è praticamente ufficiale, visto che la notizia arriva direttamente da Nvidia.
Poche ore fa, infatti, un documento ufficiale di NVIDIA è comparso in rete ed ha confermato che sarà proprio Nvidia a fornire il processore per il prossimo tablet di Google, che sarà appunto HTC Nexus 9.

HTC Nexus 9: ecco i dettagli in anteprima

Si chiamerà Nexus 9, sarà realizzato da HTC e sarà dotato di un performante SoC NVIDIA Tegra K1. Al momento manca la scheda tecnica, ma sappiamo che il display avrà diagonale da 9 pollici e ovviamente conosciamo il processore che animerà questo tablet.
Nulla che non avessimo già sentito, ma adesso il tutto è stato confermato indirettamente dal chip-maker californiano e perciò possiamo dare ancora più peso alle indiscrezioni delle ultime settimane.
Inoltre abbiamo la conferma anche sulla data di lancio, prevista per il terzo trimestre del 2014, ovvero nel periodo compreso fra Luglio e Settembre. A confermare tutto questo ci sarebbe un evento di HTC organizzato per le prossime settimane: potrebbe essere perfetto per annunciare ufficialmente il nuovo HTC Nexus 9. Ad ogni modo erano molte le indiscrezioni che indicavano un lancio anticipato al mese di settembre e il documento di NVIDIA lo conferma.
Ecco il link al documento ufficiale che conferma il tutto (andate a pagina 41): http://nvidianews.nvidia.com/imagelibrary/downloadmedia.ashx?MediaDetailsID=2996&SizeId=-1&SizeID=-1
Dopo IFA 2014 e dopo l’evento Apple, dunque, l’estate tecnologica sembra essere ancora molto calda: arriverà presto HTC Nexus 9 e poco dopo anche il nuovo smartphone Android di Google, insieme ovviamente ad Android L.
Ricordo che, se il prossimo Nexus sarà effettivamente con chip Nvidia, potrebbe avere senso acquistare il tablet Shield appena arrivato in Italia: se Google farà un tablet basato su questo processore, sicuramente non mancherà una comunità di modding molto veloce nel rilascio di firmware ufficiali e custom. Speriamo solo che con il Tegra K1 Nvidia abbia finalmente risolto tutti i problemi di lag e stabilità con il sistema operativo Android: ricordo che tutti i dispositivi Android con chip Nvidia che ho avuto in passato erano pieni di problemi e bug.

venerdì 29 agosto 2014

Google dice addio all’authorship nei risultati delle ricerche

Google Authorship è morto. Dopo la rimozione delle immagini dei profili, anche i link agli autori degli articoli sono stati rimossi dai risultati delle ricerche.
C’era un tempo in cui Google Authorship sembrava la rivoluzione del web, uno strumento fondamentale per la visibilità degli articoli su Google, per renderli più credibili e per migliorare il posizionamento di blog, siti e forum sul web (e in particolare su Google).
A quanto pare, però, Google Authorship non ha funzionato come doveva e Google ha deciso di chiudere baracca e burattini. Chiusura definitiva o strada spianata a un nuovo strumento che presto sarà presentato da Google, magari sfruttando una migliore integrazione con Google+?
Ad oggi l’unica cosa certa è che i link ai profili di Google+ non saranno più mostrati dallo snippet di Authorship su Google. 
Google ha ufficialmente messo da parte l’authorship dei contenuti: d’ora in avanti non verrà più mostrata la paternità nei risultati di ricerca, ciò significa gli articoli non includeranno più un link al profilo Google+ del loro autore.
La motivazione ufficiale? L’azienda dice che questa informazione non è stata utile ai propri utenti come invece sperava, e in alcuni casi li ha distratti anche dai risultati di ricerca globali.
Come anticipato, Google Authorship smetterà di essere supportato all’interno del motore di ricerca di Google, che dunque non mostrerà più informazioni sugli autori accanto ai link proposti nella sua pagina di risultati.
Lanciata nel 2011, la funzionalità è stata accolta nel corso del tempo in modo altalenante da webmaster e utenti, fino alla decisione definitiva di Mountain View, che ha smesso di supportare Google Authorship proprio in questi giorni.
Forse non ve ne siete accorti, ma già da giugno le foto dei profili di Google+ collegate a Google Authorship non erano più visualizzate tra le ricerche di Google, principalmente a causa della resa dell’applicazione su schermi mobile: la presenza degli snippet di Authorship era infatti troppo ingombrante. L’analista John Mueller ha affermato che i test hanno dimostrato che questa rimozione ha migliorato il tasso di click-through, una diretta contraddizione con il pensiero originale di Google. Forse questo studio ha invogliato Google a rimuovere anche le altre informazioni sugli autori.
Mueller ha anche aggiunto che l’authorship non è né utile né dannosa:
Nei nostri test è risultato che la rimozione della paternità dei contenuti in genere non sembra ridurre il traffico ai siti. Né aumentare i clic sugli annunci. Facciamo questo tipo di modifiche per migliorare l’esperienza dei nostri utenti.
Proprio in queste ore è arrivata la decisione radicale da Google: tutte le informazioni relative a Google Authorship spariscono anche dalla versione desktop del motore di ricerca di Big G.
Come anticipato poco sopra, il rapporto con Authorship di webmaster e autori è stato da sempre piuttosto complesso anche a causa del procedimento da seguire per configurare a dovere il tutto. Forse anche per questo Google ha deciso di rimuovere Google Authorship dai risultati di ricerca e dalle SERP.
Ora che la paternità dei contenuti è stata eliminata completamente, i webmaster possono rimuovere il tag “rel=author” che hanno sul loro sito.
A rimanere all’interno dei risultati delle ricerche saranno invece i post di Google+, accanto ai quali continueranno ad apparire le informazioni relative alla persona che ha pubblicato sulla piattaforma social dell’azienda americana.

martedì 26 agosto 2014

[Rumors] Nexus 6: Si chiamerà Nexus X

Nexus 6, si chiamerà Nexus X, sarà prodotto da Motorola e uscirà il 30 Ottobre senza nessuna presentazione da parte di Google.

L’atteso Nexus 6 potrebbe essere commercializzato durante gli ultimi giorni di Ottobre in occasione di Halloween. Almeno quanto è emerso secondo gli ultimi rumors emersi in rete. Oramai non ci sono dubbi, il prossimo smartphone di casa Google sarà prodotto da Motorola e dovrebbe seguire l’ottimo lavoro fatto sui Moto G e quindi anche le future generazioni di Motorola Moto S e Moto G riprenderanno molte caratteristiche del Nexus 6.
Come emerso già da diversi mesi, la nomenclatura sarà rispettata, e se il Nexus 4 aveva un display da 4 pollici, il Nexus 5 da 5 pollici, il Nexus 6 monterà un display che sarà da 5.7 o 5.9 pollici, più probabile la prima, ma non sono escluse sorprese dell’ultima ora con un display ancora più grande. La risoluzione credo sarà sempre da FullHD a meno di un ripensamento di Google per il QHD ma la vedo molto improbabile, inoltre a livello hardware dovremmo trovare un processore Snapdragon 805 con clock a 2.7GHz con 2 GB di RAM, 32 GB di memoria interna, una fotocamera posteriore da 13,1 megapixel ed ovviamente avrà l’ultima distribuzione Android Lemon Meringue Pie.

venerdì 22 agosto 2014

Moto X+1: ecco la foto ufficiale in anteprima

Come sarà Moto X+1? Ecco la foto ufficiale e i render per la stampa di Moto X+1, il nuovo smartphone Motorola in arrivo a Settembre 2014
@evleaks colpisce ancora. Anche dopo aver comunicato al mondo intero le sue intenzioni di ritirarsi dal mondo dei rumor e delle foto rubate degli smartphone, @evleaks rimane attivo e pubblica un nuovo tweet nel quale ci svela in anteprima il design del nuovissimo smartphone di Motorola e Google, l’attesissimo Moto X+1, che sarà presentato tra pochi giorni negli USA e in Europa da Motorola.
Come sappiamo, nei prossimi giorni Motorola terrà una conferenza stampa per presentare alcuni nuovi smartphone e accessori per Android e ovviamente tra questi non potrà mancare Moto X+1. Fino ad oggi conoscevamo solo in parte il design del nuovissimo Moto X+1, ma adesso, grazie alle foto rubate di @evleaks, conosciamo perfettamente design ed estetica del Moto X+1.
Come potete notare, con ben 2 settimane di anticipo abbiamo a disposizione le foto e le immagini ufficiali del Moto X+1, il nuovo top di gamma di Motorola.
Come possiamo notare, i render confermano tutti i rumor comparsi in rete negli scorsi giorni: avremo due speaker frontali (uno in alto e uno in basso), 2 LED attorno all’anello della fotocamera e un design abbastanza classico se vogliamo, senza grosse sorprese o novità.
Interessante notare la possibilità di cambiare e personalizzare le cover e, nel modello bianco, sembra esserci un piccolo cerchio in alluminio attorno al logo Motorola, ma al momento è difficile capire di che materiali sarà fatto questo Moto X+1.
Per tutti i dettagli precisi su Moto X+1 dobbiamo attendere la presentazione ufficiale del 4 Settembre, ma ormai questo Moto X+1 ha davvero pochi segreti per noi.
Vi aggiorneremo non appena avremo maggiori dettagli e novità su Moto X+1.

martedì 19 agosto 2014

MIUI 6 – Launcher Theme Icon Pack

Oggi vi propongo MIUI 6 – Launcher Theme Icon Pack, un pacchetto di icone davvero bello e completo che vi permette di personalizzare temi e icone su Android. Compatibile con i migliori launcher alternativi per Android, MIUI 6 – Launcher Theme Icon Pack vi permetterà di rinnovare completamente l’interfaccia del vostro Android, di rivoluzionarla e di trasformarla completamente.
Questo tema non ha bisogno di presentazioni: appena sbarcato sul Play Store, permette di avere le icone del nuovissimo firmware MIUI V6 sul vostro smartphone Android in anteprima. Purtroppo essendo appena sbarcato sul Play Store non comprende tantissime icone e soprattutto non ha ancora le funzionalità di tutti gli altri temi e icon pack. Lo sviluppatore però promette aggiornamenti ogni 2-3 giorni per introdurre nuove icone e nuove funzioni. Al momento questo tema comprende solo le principali icone di sistema, ma la qualità delle stesse è davvero ottima.
Al momento, come detto, questa soluzione è l’unica disponibile per avere le icone e la grafica MIUI V6 sul vostro Android. Se volete trasformare il vostro smartphone Android in un dispositivo identico alla MIUI V6, questo tema e icon pack per Android fa al caso vostro. E’ appena nato e un pò acerbo, ma crescerà e migliorerà nel tempo offrendo icone sempre nuove. Da provare assolutamente!
Questi, invece, sono i launcher alternativi supportati da MIUI 6 – Launcher Theme Icon Pack: 
  • Nova Launcher
  • Apex / Apex Pro Launcher
  • ADW / ADW Ex Launcher
  • Action Pro Launcher
  • Go Launcher
  • Smart Launcher
  • Solo Launcher
  • Aviate Launcher
  • Next Launcher (classic mode only)
  • TSF Shell Launcher
  • KK Launcher
  • Nine Launcher
Link sul Play Store: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.tung91.miuics6 Prezzo 0,81€ - 5MB.

YouTube Music Key: ecco come funziona il nuovo Spotify di Google

cco che finalmente viene svelato YouTube Music Key, il nuovo servizio di musica in streaming di Google. Da tempo se ne parla, da mesi sappiamo che Google stava lavorando ad un concorrente di Spotify e Deezer basato sui video di YouTube e finalmente ci siamo: ecco a voi il nuovissimo YouTube Music Key, il servizio di Google che permetterà di ascoltare musica in streaming sfruttando i video caricati su YouTube.


YouTube Music Key: il nuovo servizio di streaming musicale di Google nei dettagli. Andiamo a scoprire insieme tutti i segreti e le novità di YouTube Music Key.

Cosa è YouTube Music Key?

Come abbiamo detto, sapevamo da tempo che Google stava lavorando ad un servizio legale di streaming musicale da associare al nome YouTube, ma fino ad oggi avevamo pochissime informazioni in merito. Durante la notte, però, sono comparse in rete nuove informazioni che ci hanno permesso di conoscere nel dettaglio questo nuovissimo progetto e servizio di Google, che, a quanto pare, è ormai pronto a partire.
YouTube Music Key sarà un servizio in abbonamento, del tutto simile a Spotify: costerà 9.99$ al mese e gli utenti avranno la possibilità di testare il servizio sfruttando un periodo di prova di 30 giorni. Contrariamente a Spotify, però, dove gli utenti possono solo ascoltare i brani audio, in YouTube Music Key sarà possibile guardare anche i video. Volendo, comunque, sarà comunque possibile ascoltare il solo audio in background, per risparmiare batteria e traffico internet.

Che funzionalità offre YouTube Music Key?

Molto interessante però è la possibilità di salvare e scaricare sia la traccia audio che quella video per averle sempre a disposizione offline e per usarle anche quando manca la connessione internet.

Cosa cambia da YouTube Music Key a Spotify? Quali sono le differenze?

A quanto pare (anche se mancano le conferme per ora), in YouTube Music Key non ci saranno annunci pubblicitari di alcun tipo, il che potrebbe indicare che un abbonamento free stile Spotify non sarà disponibile.
YouTube Music Key, dunque, sembra essere un servizio assolutamente simile e alternativo a Spotify, rispetto al quale avremo però anche tutta la parte video, che potrebbe risultare molto interessante per gli utenti.
Inoltre, altra novità molto gradita, sembra che il costo dell’abbonamento includerà anche Play Music All Access, che sarà rinominato in Play Music Key.

Quando sarà disponibile YouTube Music Key?

Al momento YouTube Music Key non è ancora stato ufficializzato da Google, ma manca davvero poco alla presentazione ufficiale. Come potete notare, Google pubblicizza una libreria con più di 20 milioni di brani ad alta qualità: a disposizione degli utenti non ci saranno solo album completi, ma anche concerti, cover e remix, tutti ben organizzati per artista: anche in questo caso, dunque, troviamo un’importante differenza rispetto a Spotify, che da questo punto di vista risulta sicuramente inferiore.
Tra le feature troveremo le playlist Mix di YouTube e la raccomandazione di nuovo contenuto basato sui nostri gusti, uno dei punti di forza della piattaforma; naturalmente sarà anche supportato Chromecast.

Come abbiamo detto, ormai l’unica incognita riguarda la data di lancio del servizio.


Questo YouTube Music Key comunque mi convince parecchio e mi sembra la vera alternativa a Spotify soprattutto per quanto riguarda le funzionalità offerte, che per certi versi mi sembrano decisamente migliori e più utili di Spotify, Deezer e tutti gli altri.
Vi aggiorneremo non appena avremo maggiori dettagli su YouTube Music Key. Voi cosa ne pensate? Vi piace questo YouTube Music Key? Vi convince? Meglio YouTube Music Key o Spotify? 
La cosa che mi infastidisce, però, è che anche questo servizio viene proposto allo stesso prezzo degli altri: per aumentare la competitività nel settore non era possibile lanciare questo servizio a un prezzo leggermente inferiore di Spotify? E’ vero che offre più funzioni, ma alla fine il consumatore non risparmia nulla passando da Spotify a questo YouTube Music Key.