Visualizzazione post con etichetta Web. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Web. Mostra tutti i post

mercoledì 3 settembre 2014

Novità per WhatsApp: arriva la terza spunta!

Come sapere se un messaggio su WhatsApp è stato letto? Oltre a sapere se il messaggio è stato recapitato si potrà sapere se il messaggio è stato letto, La funzione verrà a breve inserita sull’applicazione.
Grandi novità in arrivo per WhatsApp, il celebre programma di messaggistica istantanea che è stato recentemente acquisito da Facebook.
A quanto pare, infatti, presto WhatsApp introdurrà un triplo controllo (una tripla spunta) che consentirà di sapere quando un utente ha letto il messaggio che gli abbiamo inviato. Attenti all’arma a doppio taglio: anche gli altri sapranno quando andremo a leggere i messaggi che abbiamo ricevuto. E così potremo dire addio a quel briciolo di privacy che c’era ancora su WhatsApp. 

Orologio, spunta singola e spunta doppia: cosa significano i simboli di WhatsApp?

Ognuna di queste icone di WhatsApp ha un significato ben preciso, che ricordiamo di seguito per fare chiarezza:
  • Orologio – messaggio ancora non consegnato
  • Una spunta – messaggio consegnato con successo al server
  • Doppia spunta – messaggio consegnato con successo al telefono del tuo interlocutore chat (IMPORTANTE: questo non significa necessariamente che l’utente ha letto il messaggio).
A quanto pare, però, nei prossimi giorni/settimane, WhatsApp potrebbe introdurre un’altra novità proprio riguardante questi simboli. Sembra infatti che WhatsApp sia ormai pronta ad introdurre la spunta tripla nei messaggi che gli utenti si scambiano.

Che significato avrà questa spunta tripla nei messaggi di WhatsApp? A cosa servirà?

Come detto, WhatsApp si accinge ad introdurre il “triplo controllo” per i messaggi inviati e ricevuti tra utenti: stando alle ultime informazioni dal web, comparirà una terza spunta nei singoli messaggi quando l’utente avrà effettivamente letto il messaggio che gli abbiamo mandato e che lui ha ricevuto.
Proprio come su Facebook Messenger, dunque, presto anche in WhatsApp potremo sapere se e quando un utente ha letto il messaggio che gli abbiamo mandato, così come potrà sapere se noi abbiamo letto il messaggio che abbiamo ricevuto.
In questo modo la famosa scusa “il messaggio non mi è arrivato” oppure “non ho letto il messaggio che mi hai mandato su WhatsApp” non potrà più essere usata, visto che questa terza spunta di WhatsApp funzionerà come una vera e propria conferma di lettura di un messaggio. Mentre sull’applicazione di messaggistica del social network vediamo spuntare la frase “visualizzato alle…“, su WhatsApp avremo lo stesso comportamento che verrà contrassegnato dalla terza “v” verde.
Una novità che per certi versi può essere utile e interessante, ma che per altri darà fastidio a tanti utenti che tengono in particolar modo alla propria privacy. Probabilmente questa funzione non sarà disattivabile dagli utenti, che magari si decideranno ad abbandonare definitivamente WhatsApp per passare a software di messaggistica più sicuri e protetti dal punto di vista della privacy.
Nello stesso tempo, ricordiamo che ormai da mesi WhatsApp sta testando la funzione delle chiamate vocali all’interno dell’app, altra funzione che arriverà nei prossimi mesi e che ci permetterà di effetturare chiamate video e audio direttamente dall’app WhatsApp, in modo facile, veloce, immediato e gratuito.

lunedì 1 settembre 2014

[GUIDA] Comprare su Amazon senza carta di credito

Amazon.it permette acquisti anche senza carta di credito, ecco come fare per comprare pagando in contanti.
Su Amazon.it si può acquistare in contanti. Amazon: i codici promozionali arrivano presso il circuito Lottomatica
Codici Lottomatica spendibili su Amazon: acquisti online senza carta di credito. Avviato il servizio di vendita in più di 23 mila ricevitorie.
L’e-commerce allarga i confini e da oggi, anche gli italiani più restii all’utilizzo online della carta di credito, hanno uno strumento in più per acquistare comodamente da casa propria. Ad agevolare la sicurezza degli acquisti online è Amazon.it, colosso mondiale dell’e-commerce. In più di 23.000 ricevitorie collegate alla rete Lottomatica, ha annunciato, sarà possibile acquistare i codici acquisto spendibili su Amazon.it pagando in contanti.
Amazon Italia e Lottomatica hanno stretto un importante accordo per permettere agli utenti di acquistare prodotti da Amazon.it anche senza l’ausilio di una carta di credito.
No, Amazon non permette di acquistare in contrassegno, ma si tratta di una nuova modalità di acquisto sul celebre ecommerce che permette di comprare gli oggetti che vogliamo con ‘acquisto – attraverso una delle oltre 23.000 ricevitorie Lottomatica – di speciali codici da utilizzare su Amazon.it.
Il funzionamento di questa nuova modalità di acquisto è estremamente semplice: andate in una ricevitoria, comprate un codice Amazon pagandolo in contanti e siete pronti per usarlo per i vostri acquisti online, senza carta di credito. Semplice ma estremamente comodo, soprattutto per tutte quelle persone (soprattutto giovani) che non hanno una carta di credito per comprare online, ma anche per tutte le persone che hanno paura ad usare una carta di credito per comprare su internet.
Inoltre, da qualche giorno è possibile sfruttare i Buoni Regali Amazon anche nei supermercati Auchan, PAM e Sma.

Paga in contanti il tuo codice regalo Amazon: come funziona?

Da oggi i codici acquisto Amazon.it sono disponibili in tutte le ricevitorie LIS CARICA di Lottomatica abilitati.
Puoi pagare in contanti il codice acquisto Amazon nei tagli da 10, 25, 50, 100 Euro per acquistare online. E’ sufficiente recarsi in una ricevitoria LIS CARICA abilitata e richiedere un codice acquisto Amazon. Al momento del pagamento in contanti ti verrà rilasciato lo scontrino su cui sarà stampato il codice da utilizzare.
Il codice acquisto Amazon è un metodo di pagamento alternativo per coloro che vogliono acquistare online senza utilizzare la carta di credito.
Per utilizzare il codice è necessario:
  • Recarsi presso uno dei 23.000 punti vendita LIS CARICA convenzionati
  • Richiedere il codice acquisto Amazon e pagare in contanti
  • Visitare www.amazon.it/utilizzare-codice-regalo e inserire il codice .
  • In alternativa, durante la fase di pagamento sul sito Amazon è possibile inserire il codice acquisto nell’apposito spazio.
Per maggiori informazioni visitare www.amazon.it/paga-in-contanti.
Tutto estremamente semplice, veloce, comodo e immediato. E in tutto questo, Amazon continua a rafforzare la propria presenza offline e online, consentendo a più utenti di fare acquisti in sicurezza e con estrema facilità.

sabato 30 agosto 2014

Addio a MSN Messenger: chiuderà il 31 ottobre 2014

La notizia è ufficiale: MSN Messenger chiuderà i battenti dal 31 ottobre 2014 dopo ben 15 anni di attività.
Chiusura definitiva MSN Messenger è ufficiale: dal 31 ottobre 2014 MSN Messenger smetterà di funzionare.
Si tratta di una notizia già nell’aria da tempo, soprattutto se consideriamo l’inarrestabile avanzamento della nuova generazione di servizi di messaggistica istantanea era più che prevedibile. Oggi, però, la notizia diventa ufficiale: MSN Messenger chiuderà i battenti per sempre a fine di ottobre, cioè tra poco più di due mesi.
Cosa usare come alternativa a MSN Messenger?
Bisognerà usare Skype, un altro ottimo servizio di Microsoft perfettamente adattato anche all’uso su mobile (iOS, Android, Windows Phone).
La chat di Msn-Messenger chiude e finisce un’era. Si chiude un’epoca per il web. La chat che è entrata nelle nostre case ora va in pensione per lasciare il posto a Skype.
L’annuncio ufficiale della chiusura completa di MSN Messenger non può fare a meno di scuotere gli animi dei più affezionati utenti, soprattutto se consideriamo che il servizio è attivo da ben 15 anni e per parecchio tempo ha rappresentato l’unico modo per scambiarsi file, testi e conversazioni online. Io, quando avevo 14 anni circa, lo usavo quotidianamente per restare in contatto con i miei amici e compagni di classe, ma ormai da parecchi anni non lo uso più.
Come abbiamo anticipato, MSN Messenger, noto anche come Windows Live Messenger, verrà chiuso definitivamente il 31 Ottobre: i suoi utenti, da quella data, dovranno quindi utilizzare Skype per comunicare con i loro contatti. Ricordiamo che anche Skype è un servizio di Microsoft e di conseguenza l’azienda americana cercherà di spostare tutti gli utenti delle due app sotto un’unico software di messaggistica, che sarà appunto Skype.
La storia di MSN era iniziata nel 1999, come risposta di Microsoft al servizio di messaggistica istantanea AIM di AOL. Dopo una iniziale lotta ad armi pari, MSN fece un notevole passo in avanti quando gli ingegneri di Microsoft, analizzando il protocollo di trasmissione utilizzato da AIM, furono in grado di integrarlo nel loro programma, permettendo così ai propri utenti di utilizzare entrambi i servizi.
Da quel momento, complice il suo successo e la larghissima diffusione che ha avuto negli anni a venire, MSN ha visto l’introduzione di moltissime funzionalità, come la possibilità di inviare emoticons, di sfidare gli amici a dei giochi, di inviare gli odiati “trilli”, che avrebbero fatto scuotere la finestra del nostro interlocutore, e di personalizzare l’aspetto dei nostri messaggi con colori ed animazioni.
Il programma ha ormai perso la sfida della messaggistica con altri tipi di servizi, scavalcato dalla chat integrata nel noto social network Facebook e da applicazioni come Whatsapp, ma rimane una pietra miliare che tutti gli utenti più “datati” ricorderanno per sempre.

venerdì 29 agosto 2014

Google dice addio all’authorship nei risultati delle ricerche

Google Authorship è morto. Dopo la rimozione delle immagini dei profili, anche i link agli autori degli articoli sono stati rimossi dai risultati delle ricerche.
C’era un tempo in cui Google Authorship sembrava la rivoluzione del web, uno strumento fondamentale per la visibilità degli articoli su Google, per renderli più credibili e per migliorare il posizionamento di blog, siti e forum sul web (e in particolare su Google).
A quanto pare, però, Google Authorship non ha funzionato come doveva e Google ha deciso di chiudere baracca e burattini. Chiusura definitiva o strada spianata a un nuovo strumento che presto sarà presentato da Google, magari sfruttando una migliore integrazione con Google+?
Ad oggi l’unica cosa certa è che i link ai profili di Google+ non saranno più mostrati dallo snippet di Authorship su Google. 
Google ha ufficialmente messo da parte l’authorship dei contenuti: d’ora in avanti non verrà più mostrata la paternità nei risultati di ricerca, ciò significa gli articoli non includeranno più un link al profilo Google+ del loro autore.
La motivazione ufficiale? L’azienda dice che questa informazione non è stata utile ai propri utenti come invece sperava, e in alcuni casi li ha distratti anche dai risultati di ricerca globali.
Come anticipato, Google Authorship smetterà di essere supportato all’interno del motore di ricerca di Google, che dunque non mostrerà più informazioni sugli autori accanto ai link proposti nella sua pagina di risultati.
Lanciata nel 2011, la funzionalità è stata accolta nel corso del tempo in modo altalenante da webmaster e utenti, fino alla decisione definitiva di Mountain View, che ha smesso di supportare Google Authorship proprio in questi giorni.
Forse non ve ne siete accorti, ma già da giugno le foto dei profili di Google+ collegate a Google Authorship non erano più visualizzate tra le ricerche di Google, principalmente a causa della resa dell’applicazione su schermi mobile: la presenza degli snippet di Authorship era infatti troppo ingombrante. L’analista John Mueller ha affermato che i test hanno dimostrato che questa rimozione ha migliorato il tasso di click-through, una diretta contraddizione con il pensiero originale di Google. Forse questo studio ha invogliato Google a rimuovere anche le altre informazioni sugli autori.
Mueller ha anche aggiunto che l’authorship non è né utile né dannosa:
Nei nostri test è risultato che la rimozione della paternità dei contenuti in genere non sembra ridurre il traffico ai siti. Né aumentare i clic sugli annunci. Facciamo questo tipo di modifiche per migliorare l’esperienza dei nostri utenti.
Proprio in queste ore è arrivata la decisione radicale da Google: tutte le informazioni relative a Google Authorship spariscono anche dalla versione desktop del motore di ricerca di Big G.
Come anticipato poco sopra, il rapporto con Authorship di webmaster e autori è stato da sempre piuttosto complesso anche a causa del procedimento da seguire per configurare a dovere il tutto. Forse anche per questo Google ha deciso di rimuovere Google Authorship dai risultati di ricerca e dalle SERP.
Ora che la paternità dei contenuti è stata eliminata completamente, i webmaster possono rimuovere il tag “rel=author” che hanno sul loro sito.
A rimanere all’interno dei risultati delle ricerche saranno invece i post di Google+, accanto ai quali continueranno ad apparire le informazioni relative alla persona che ha pubblicato sulla piattaforma social dell’azienda americana.